18 gen 2008

Ottimisti, nonostante tutto

Non sappiamo ancora quali siano esattamente gli elementi che hanno spinto la magistratura di Santa Maria Capua Vetere a ordinare l'arresto di Sandra Mastella e di più o meno tutto lo stato maggiore dell'Udeur campano. Già ora però sappiamo che il ministro dimissionario e i suoi familiari erano al corrente del blitz almeno da martedì sera. Non per niente Carlo Camilleri, il consuocero del Guardasigilli, sospettato di essere il fulcro di un'organizzazione che pilotava le nomine pubbliche e gli appalti in provincia di Caserta, dodici ore prima delle notifiche delle ordinanze di custodia cautelare, si era fatto ricoverare in ospedale. Il discorso di Mastella in parlamento e gli attacchi a tutta la magistratura, sottolineati da continui applausi bipartisan dell'emiciclo, erano dunque stati pianificati durante la notte.

Anche quello di Mastella è insomma stato un blitz ben ragionato con tre obiettivi. Il primo, semplicissimo, raccogliere il maggior numero di attestati di solidarità possibili. Il secondo, dichiarato, ma più difficile, ottenere finalmente l'approvazione della legge che vieterà ai giornali di pubblicare il contenuto di quasi tutti gli atti giudiziari. Il terzo, far passare in secondo piano il fatto che anche il ministro della Giustizia è indagato.

Tutto questo, al di là del merito dell'inchiesta, è «scandaloso». E a dirlo ormai non sono solo pochi giornalisti, qualche politico costretto a barcamenarsi tra il tentativo di non far cadere il governo Prodi e la necessità di non tradire definitivamente un elettorato che sa bene come è stata gestita la cosa pubblica in Campania. Ormai lo affermano persino i vertici delle camere penali. Gli avvocati Oreste Dominioni e Renato Borzone, presidente e segretario dell'associazione dei legali, oggi hanno dichiarato: «Ancora una volta un'iniziativa giudiziaria nei confronti di personalità istituzionali determina attacchi alla magistratura da parte del mondo politico quasi senza distinzioni di schieramento. Di fronte all'insurrezione della politica e alle accuse di mancato rispetto delle garanzie processuali e di strumentalizzazione dell'azione giudiziaria che già si rilevano dalle prime prese di posizione odierne deve anzitutto ribadirsi che il merito di un procedimento penale in corso non può essere soggetto a critiche politiche, sia che riguardi esponenti politici che cittadini comuni. E' dunque grave, scandalosa ed incomprensibile la schizofrenica valutazione del mondo politico, senza distinzione di schieramento, che interviene in difesa dei principi di garanzia e di civiltà giuridica solo allorché la vicenda riguardi determinati soggetti, e si disinteressa invece del rispetto delle garanzie, del funzionamento del sistema giudiziario, delle grandi riforme liberali e democratiche in materia di giustizia nella quotidiana attività politica».

Traduzione: se in prigione ci finisce un extracomunitario, se i processi durano dei lustri, se le vittime dei reati non vengono risarcite, nessuno dice una parola. Ma se si tocca uno di loro, apriti cielo.

Anche per i professionisti che per anni li hanno assisti nelle aule di tribunale è ormai chiaro come quella dei politici, salvo poche eccezioni, sia davvero una casta. Per questo, nonostante tutto, c'è da essere ottimisti: il Paese è meglio di loro.
Peter Gomez
via http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/

2 commenti:

davide ha detto...

mamma..mi vengono i brividi..

Pomodorina ha detto...

dal freddo? copriti, che Monaco non è calda come Latina!